Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 124
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0132
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124 Lettere

pagnia con una poesia grave sobria e spi-
rante il gusto greco, quale è quella clel dot-
tissimo autore inglese. Ma tale difiicoltà
non è invincibile . Ci sono degl’ingegni,
che sonosi conservati sani nel mezzo dei
presente contagio : e I’Ulisse il giovane del
Lazzarini, poesia veramente greca, fu re-
citato in Padova coi cori, e la scena dell’
Indovina messi in musica da quell’anima
veramente armonica di Benedetto Marcel-
lo, che a giusta ragione chiamar potrebbe-
si il Timoteo de’nostri giorni. Che non si
potria egli dare, per udire quella tragicis-
sima tragedia rappresentata da buoni attori
a quel modo, e non manca, e per ogni
conto storpiata, come la rappresentano gF
istrioni? II nostro coturno non ha veramen-
te che 1’ Ulisse il giovane, forza è confes-
sarlo, di cui potersi dar vanto dinanzi a’fo-
restieri, coine il socco non ha che la Man-
dragola : ma sono tali composizioni, che
niuna altra nazione non ne mostrerà nel
genere loro di cosi perfette. Ma lasciando
questo, io la invito a leggere Y Elsrida e
il Caracraco. Son sicuro, che me ne avrà
grado non picciolo . Ci troyerà mille bel-

lezze,
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