Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 131
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0139
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V A R I E . l3i

Pieno degli spiriti de'più nobili antichi au-
tori, non mette già egli piede nelle loro
pedate; ma francamente cammina col gar-
bo e con la disinvoltnra diquelii. Superio-
re di gran lunga al concettoso Cowley, ii
quale neiia lirica avea tenuto sinora ii cam-
po, ben egli dovea vendicar la causa della
poesia contro alia ferità di quell’Odoardo ,
che, soggiogata laWallia, vi spense il gen-
til seme dei poeti, i quali animando i lo-
ro compatrioti a belle imprese , erano i suc-
cessori, si può dire, degli antichi druidi,
e gli antecessori del medesimo Gray. Con
qual. forza, con quale ardore noi fa egli,
acceso della sacra iramina deli’estro e del-
lalibertà? Troppo lungo io sarei, se espri-
mer le volessi ilpiacere, di che mi è sta-
ta cagione la varietà grandissima d’immagi-
ni, ch’egli ha saputo far entrare nel vati-
cinio, che contro alla razza di Odoardo ful-
mina ii poeta wallese . Le dirò bene all’orec-
chio, che quel vaticinio mi sembra di gran
lunga superiore al vaticinio di Nereo sopra
lo eccidio di Troja. Dico all’orecchio, per-
chè non vorrei avere contro di me la ple-
be de’letterati. Troppo ella si scandelizze-
I 2, rebbe
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