Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 138
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0146
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l58 L E T T E R. Ë

deboscìato, difendere per proibire, e simL
li altre, alcune delle quali traforano sino
nelle scritture .

Non ci sarebbe che FAccademia munita
di buoni ordini, rimessa in vigore dalla pub-
blica autorità, la quale potesse fare argine
a un tanto disordine. So bene che il re-
gno delle parole è piu difhcile da gover-*
narsi, e il più sdegnoso di quanti ne sie-
no . Lo imperadore Tiberio , con tutto quel
suo cefso arcigno e le sue trenta legioni ,
non potè far ricevere nella lingua latina la
voce di monopolium. Yolendosene servire
in senato, dimandò prima di pronunziarla
perdono alle delicate orecchie dell’assem-
blea : tanto egli era persuaso , che un prin-
cipe può bensi accordare la cittadinanza al-
le persone, alle parole non già. Ma qui
non si tratta di cosi difficile faccenda ; si
tratta di sbandire anzi de’forestieri, che so-
nosi arditi senza privilegio di mettersi iu
consorzio di autorità co’cittadini, dei bar-
bari cogli Ateniesi. Tanto che sembra , che
essendo pure la nazione fiorentina cosi ge-
losa , come generalmente parlando ella è ,
della purità dello idioma, essendo del rL

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