Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 139
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0147
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V A R I E . lSg

manente la dignità di arciconsolo deli’ac-
cademia della Crusca imo de’magistrati prin-
cipalissimi delia città, sembra, dis.si, clie
ia faccenda essere non doyesse di cosi dif*
ficile riuscita .

È vero, signor Marchese, che una cosa
potrebbe forse farne temere, ed essere a
un cosi utiie disegno d’impedimento non
piccioìo : e ciò è il malo esempio dato in
ciò, mi lascj pur dirlo, da alcuni de’pri-
mar] loro letterati e accademici, sul quale
regolare pur sipotrebbe, come è solita fa*
re in questi e altri casi, la moltitudine .
Cotal vizio ha radici più alte che altri per
avventura non crede . II conte Magalotti,
dopo avere ne’suoi Saggi dato il più casto
modello discrivere, si rilassò a poco a po-
co, sino a tanto che colsandar del tempo
la cliede per mezzo a ogni sorta di licen-
ziosità. II Salvini, uomo tra loro di auto-
rità grandissima, ha adottato anch’egli sen-
za un bisogno al mondo maniere di dire
forestiere, ha preteso incorporarle colle no-
strali, con le quali per niente non allega-
no. Fu il primo a scrivere vengo divedc-
l’e, erigersi in autore, esaurir le materie,

sul
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