Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 150
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0158
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ÏOO L E T T E R Ê

to egli ha fatto ; cosi fa un celebre cava^
liere di Malta austriaco , che da natura noo
sorti bellezza di persona eguale alia hnezza
dell’ingegno, e di cui fu detto, essere lui
il solo , che con la lingua tedesca potesse
comporre dei motti spiritosi. Ma cosi non
ebbe la forza di fare il per altro spiritosis-
simo Pope. In questa parte egli non fu al»
trimenti invulnerabile ; e quando egli ebbe
con la JDunciade sconfitti i suoi nemici,
eglino se ne vendicarono col dar fuori la
sua caricatura inistampa, che lo punse as-
sai più, che fatto non avrebbe una contro-
satira, un libello, il sale più negro di un
sermone Bioneo . Sarebbe forse, perchè egli
avea composto dei versi galanti, perchè avea
scritto ii JRiccio Rapito, il più gentile poe-
ma delmondoj e non gli pareva, che con
tanta gentilezza potesse andar la sua gob-
ba? Gobba per altro, che egli avea cosi ca-
ra, che l’aveaposta sino nel suogiardino,
disse giàVoitaire, facendo aliusione a una
motta di terra , a un tombolo , che avea
quivi innalzato, e gii avea posto ii belio e
sacro nome di Parnaso . Benedetto il signor
Hay, il quale lascia volentieri, che si met-

ta
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