Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 175
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0183
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V A R I E . iy5

no esposte con tal chiarezza che senza 1'
ajuto delle iigure se ne facesse un giusto
concetto? se in virtu delle sole parole si
dipingevano le immagini? se d’altra parte
il libro era scritto con quella disinvoltura,
che si conviene a persone, che confabula-
no insieme? se per entro ad esso era spar-
sa queìla giocondità, che non si disdice al-
lahlosoiia; e se era condito di quell’arte,
per cui un sisterna di fisica impegna l’ani-
mo di chi legge come uno fatto storico,
e forse anche come un avvenimento ro-
manzesco? I dotti non potevano essere giu-
dici competenti di una taie opera ; o per-
chè sapevaao la materia, e troppo era dif-
hcile per giudicarne tornare ignoranti ; o
perchè innamorati di un certo stile, che
sonosi formati negli antichi autori di nostra
lingua^ quasi ella fosse una lingua morta,
e non più nelle bocche degli uomini. Gli
ignoranti nè meno ; o perchè nulla distin-
guono dall’uno all’altro stile , operchè, nul-
la avendo mai considerato de’lor di, erano
incapaci di quell’attenzione , che per inten-
dere le dottrine esposte in quel libro era
pur necessaria. Una donna d’ingegno hno

e pe-
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