Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 190
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0198
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Igo L É T T E R. Ê

la meno ci voleva di lei, cioè d’un mate^
matico profondo, di una iminensa lettura,
di fino criterio , che sapesse lasciar molte
cose nella penna, e tenere tra le nazioni
una giusta bilancia, guidato , come appunto
a matematico si conviene, dal solo amore
della verità. Mi rallesrro senza fine con lei

O

della bella opera sua , e mi rallegro con
questa nostra età, che ha sortito quello,
che da cosi lungo teinpo desideravasi, un
tesoriere, che ha fedelmente registrate le
nostre ricchezze scientihche .

Non già per aumentarne il cumulo (che
cosa è uno scellino rispetto a migliaja di
milioni sterlini?); ma per pagare a lei un
debito tributo di gratitudine e di stima,
prendo la ìibertà di trasmetterle il primo
volume di varie mie cosette, che in To-
scana presentemente si ristampano : tanto
più che esso contiene i miei dialoghi so~
pra l’ottica neutoniana, de’quali ella avrà
fatto un più cattivo concetto ancora che
non meritano, se mai gli ha veduti traspor*
tati in francese. Gli vegga ora nella nati-
va loro lingua, e nella loro forma migliore <

Gi troyerà una confutazione di quanto

disse
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