Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 204
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0212
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pia, di darle nuova lena, yigore enobiltâ^
di ridurla m fine, di volgare ch’ ella era «
lingua e favella degli eruditi. Ciò credeva
egli che ottenere principalmente si potesse
voltando in essa favella i libri in ogni ma-
teria più considerabili e classici dell’anti-
chità: nè si aveva certamente il torto quel
principe ; poichè quella lingua che phi co-
se abbraccierà, quella che per i varj sen-
tieri delle scienze camminerà, quella sen-
za dubbio sarà anche più bella più ampia
più ricca.

Un saggio del disegno di Cosimo può ve-
dersi da ognuno colorito nel volgarizzamen-
to di Boezio fatto dal Yarchi, e nei vol-
garizzaraenti di Bernardo Segni della etica ,
dei governi, e di altre opere di Aristotile ,
colle quali egli arricchi la nostra lingua,
e che indirizzò tutti a Cosimo prirao, ma-
gnihcando , come era dovere, tal nobile suo
pensiero di rendere la toscana favella più
erudita e più universale che per l’addietro
non era .

Ma siccome ilDuca contento d’averma-
nifestato il genio suo non propose partico-
ìari prem) a chi avesse yolgarizzato quello

o quell’
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