Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 205
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0213
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Y A ïl I E . 20 5

o quell’altro autore, e molto meno diede
stipendj a quegli accademici ; così i più di
essi si lasciarono andare alle particolari lo-
ro inclinazioni, e mirarono piuttosto a pro-
dur del loro, che volessero stillarsi il cer-
vello a mettere in bello stile i pensamenti
altrui. J giorni delle loro adunanze chi ve-
niva con unalezione, chi con un’altra, o
sopra una terzina di Dante, o sopra un so-
netto del Petrarca; che era un’altra rego-
la o istituto, che dire lo vogliamo, dell’ac-
cademia di leggervi que’due poeti, afiine
di accrescere la leggiadria e la bellezza del-
ialingua. Erano quelle lezioni intarsiate di
dottrine aristoteliche, e più ancora di pla-
tonismo ; gusto che quel secolo avea reda-
to dal superiore, quando da Marsilio Fici-
no , dal Poliziano e da altri cornposta era
l’accademia platonica , che sotto gli auspi-
cj fioriva dei magnifico Lorenzo .

Voi sapete quanto in tal genere di cose
siano valenti i horentini. Basta dire, che
Benedetto Averani trovò il modo di sten-
dere ben dieci lezioni sopra quel sonetto
del Petrarca :

Qiiel che infinita provvidenza ed arte .

E a
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