Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 215
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0223
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V A R I E . 21 5

di Nicom.ede, la cissoide diDiocle, le qua-
li occorre assai di rado mentovare agli stes-
si geometri ; e in vano poi vi si cercasse
ia voce di planisfero, voce necessaria alla
lingua comune degli uomini.

Ma egli è sommamente difdcile , per non
dire impossibile, che tutto ciòsucceda. II
levare dal Vocabolario l’archimia, mi scris-
se uno erudito uomo da me sopra tal pun-
îo cousultato, sarebbe un levare la voce
che è più in uso tra le persone non cul-
te ; ed il togliere 1’arismetica farebbe si,
sono queste lesueparole, che nons'inten-
derebbero gli scrittori nostri antichi.

Quanto poi al pigliare i Fiorentini nel
fatto della lingua ajuto o consiglio da’fore-
stieri, voi non ce gli ridurreste per cosa
del inondo , vel so dire . Troppo risguarda-
no la faccenda come propria di esso loroj
e male soffriran sempre, che gli stranieri
vogliano inframmettersi nel loro regno , che
i profani vogliano por bocca in cielo . II
Bembo avea detto non senza apparenza di
verità, che i Toscani hdatisi alla benigni-
tà della natura, che donò loro il più gen-
til parlare dell’ Italia ^ trasandavano nello

^ o 4

scri-
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