Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 219
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0227
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facsimile
E .

V A R I E . zig

i'ina di Marco Tullio : voi non siete uomo
da creclere, clie la Teseide del Boccaccio
resti poco al disotto della Eneide ; voi non
siete gran diìettante dei vecchj codici, nè
di antichi riboboli ; anzi vi è scappato det-
to in istampa , che del favellar tosoano noti
vi piccate per niente; e dite a chiare no-
te, che volete piuttosto parer buono italia-
no scrivendo in italiano, che parer cattivo
horentino , volendo scrivere in fiorentino .
E che potrà mai sperare ii discepolo, che
con tanto meno merito del maestro è giun-
to a 5crivere nel proemio di certa sua ope-
retta , ch’egli si faria lecito di astenersi dal-
le vecchie frasi e dagli arcaismi, amaudo
meglio discorrerla con le dame del suo se-
colo, che i suoi parlamenti parlare con le
monne del trecento? Una grande e solen-
ne mancanza di rispetto si fu cotesta al bel
sesso di quel secolo tanto rispettabile , allo
Laure alle Bici, dame della piu specchia-
tanobiltà, che nell’accademia della Crusca
ebbero ciascuna sino dalla prima fondazion
sua sedia o gerla dalle altre distinta .

Nulla vi dirò delle traversie, ch’ebbe a
provare l’Accademia nel seno istesso della
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