Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 244
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0252
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244 L E T T E R É

jnerite vi riuscirà. Jer sera in una sceltîs-
siina conversazione composta del console
d’lnghilterra che risiede a Livorno, di un
mylord, che è fìglio di quello che ha fatto
una camera a Londra che gli costa qua-
rantamila zecchini, avendo fatto per ornar-
la tra le altre cose copiare dal Mengs la
scuola di Atene e dal Battoni l’aurora di
Guido , e di altri cavalieri inglesi, feci una
ostensione di molte delle belle opere sue,
le quali levarono in ammirazione tutti, e
singolarmente la galieria con istatue, il se-
polcro egizio co’colossi sedenti e il tempio
illuminato di notte tempo, che non si sa-
ziavano di lodare ed ammirare (t). Ella pen-
si ii gusto ch’ io aveva di vedere le cose
del mio Maurino esposte dinanzi a quegli
occhi eruditi, e lodate da quelli che non
prodigalizzano punto le loro lodi, ma le
dispensano con misura geometrica. Non veg-
go 1’ ora ch’ ella sia qui. Ella sarà poi rice-

vuto

(x) Tutti questi disegni, che sono de’ più
belli che il Tesi abbia fatto, furono dal co: Al-
garotti legati in testamento a Gugliehno Piti
co; di Chatam d’immortale xnemoria .
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