Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 273
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0281
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V A R Ï E .

se non ba potuto avere un quartiere a par-
te, che certo sarebbe stato meglio. Io avrò
i quadretti più tardi. Sono eglino toccati in
penna, e solamente schizzati di lapis? Per
altro dovrebbono cotesti reverendi lasciare
a lei qualche giorno per me, il quale lo
ha lasciato a loro per pareccln mesi. Un
gentiluomo francese dilettante di pittura,
che è stato questi passati giorni più volte
da me, ha molto gustato i suoi quadretti :
massime il tempio egizio col foco nel mez-
zo, e l’arco di Tito . Vede che non è di
cattivo gusto. Fatti li miei quadretti ch’ella
ha ora per le mani, vorrei che facesse i
tre rappresentanti i principali avvenimenti
del congresso di Gitera. Ma questi gli fa-
rà qui in Pisa in mia compagnia. Intanto
nelie ore perdute potrebbe pensare di nuo-
vo ai siti per purgare sempre più le idee

già

gervi la cbiesa dei preti della congregazione del-
lo Spirito Santo. II disegno per la pittura co-
si dei muri come della volta di questa cliiesa
può vedersi nella raccolta de’disegni del Tesi
pubblicata dal benemerito co; Massimilian® Gi-
ni ai num. XXIX.XXX.

To: X. S
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