Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 287
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0295
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Y A R I E .

Che il Sol cadente omai mira d’ appresso
Vo contemplando, e meco ho due Franceschi ,
Ch’ànno la taciturna Algebra seco ;

Et oscuri lor calcoli tessendo

Me, clie pur d’ assacciarmi non ardisco

Nel periglioso labirinto invitano ;

Ma a me più giova d’ ascoltar le dolci
Rime , ch’udi già Sorga a miglior tempo ,

E le fole, che parte in dieci giorni
Cosi leggiadramente il Certaldese .

Yoi scorgerete in questi le occupazioni di
madama, e le nostre, da cui non voglia
Iddio, che le vostre lettere vengan vedute
mai. Voi sareste per certo un uomo per-
duto. Quando io ritornerò in Boiogna, il
che sarà quanto prima, farò che abbiate
un’altramia, e seco due dimostrazioni sin-
tetiche, che io ho ritrovate a questi di per
dimostrare le tre curve, che nascono ( la-
sciando il circolo ) daiie sezioni del Corio;
dico due soie ; perchè i’ultima abbraccia
1’ eiissi, el’iperbola, più commendabili per
îa loro brevità, edeieganza, che per la dif-
ficoltà, che vi abbia a ritrovarle . Voi ie
vi vedrete. Vostro Zio vi saiuta caramen-
îe, la marchesa vi ringrazia dellamemoria,

che
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