Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 293
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0301
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V A R r E . 293

citurne . Io sono ora tutto dato alla poesia .
Ma che? Yoi il vi vedrete da questi due
componimenti che avrete con questa mia,
in vece delle dimostrazioni intorno aile va-
rie sezioni del Cono. Uno è, come vedre-
te, una pistola scritta a voi, nella quale giu-
dicherete se io abbia approhttato sì o no dal-
la lettura del Fracastoro ; 1’ altro , che è
peggio , è una elegia latina , in cui se vi
sia alcuna cosa che spiri odore di Catullo,
o diTibulIo, o di Properzio, o di quaiun-
que altro, voi pure il vi vedrete. Era ne-
cessario che le primizie de’miei studj io 1©
inviassi a un amico con cui tanto io sono
anco per mezzo d’essi congiunto, e che il
primo abbozzo per dir cosi lo dirigessi a voi,
come si è la pistola, o sermone, che vo-
gliate dire . Voi che sete astronomo vi scan-
dalezzerete per avventura di me, che io ab-
bia fatto il Sole ancora in cancro , quan-
do egli era veramente in leone ; ma che ?
II lunario m’era caduto da cintola ; e poi
se si è tollerato fino ad ora in Virgilio uno
anacronismo di duecento e più anni senza
che persona se neoffenda, si potrà tollerarne
ia m& uno di un mese, e questo credo di

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