Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 321
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0329
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Y A R I E . 5:2 1

lo, raa si in quel tragitto se ne perdon
molti, e moltissimi ne son ressessi dal ve-
tro medesimo .

Similmente, s’ egli è vero , che guardan-
do un fondo oscuro per un mezzo chiaro
s’abbia a vedere ii coior violato o i’azzur-
ro, ond’è, che ciò non segua, se altri
guardi una carta nera posta neii’ombra ,
non già per un girasole , ma bensi, come
dicevamo poc’anzi, per un vetro comuna-
le o cristailo tocco dal lume ?

Senza che, se queste differenti relazioni
del chiaro all’oscuro tra il fondo e il mez-
zo son cagione de’differenti coiori, come
si pretende pure ch’elle sieno nel novelio
sisterna, avvenir pur dovrebbe, che una
carta azzurra, su cui dieno i raggi del so-
le raccolti da lente , e guardata per un pez-
zuoi di cristallo o di vetro nell’ombra, ne
apparisse gialla o rossa ; e che all’incontro
una carta rossa nell’ombra, e guardata per
un pezzuolo di vetro, o più pezzuoli ram-
inontati l’un sopra l’altro, e tocchi da’rag-
gi diretti del sole, o refratti dalla lente ,
ne si mostrasse vioiata od azzurra : niuna
To: X. X delle
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