Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 322
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0330
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd10/0330
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
3 22 L E T T E R È

delle qualicose, che dovriau pur succecle-1
re giusta i novelli canoni, non le vedrete
succeder mai.

Ma perchè aclunque ciò succede con quel
vetro girasole, poria dire aleuno? E a que--
sto la risposta è in pronto : quel vetro di
sua natura è tale, che posto tra la luce e
l’occhio, cioè veduto per via di raggi tra-
smessi, par giallo s’ ei non è molto grosso ;
e rosso, se molto : e guardato per via cli
raggi ressessi pare azzurro più o men chia-
ro, secondo ch’egli è più o meno illumi-
nato . Qual maraviglia adunque, tale essen-
do la natura del girasole, se guardata una
carta bianca e gagliardamente iiiuminata per
esso vetro, come egli sia nell’ombra, ne
apparisca il color giallo o rosso? In tal ca-
so iì vetro non si vede, dirò cosi, se non
per li raggi ch’ e’trasmette, e che gli ven-
gono dalla carta illuminata, facendo l’om-
bra o il difetto di lume, ov’egli è colloca-
to, ch’e’non si vegga in conto veruno per
via di raggi ressessi. Sx adunque dovrà eglî
ora giallo apparire, ed or rosso, secondo
la varia grossezza sua : del che chi voiesse

più
loading ...