Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 334
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0342
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334 I/ E T T E It £

di giugnere al seconclo prisma. Ora perchô
mai i raggi di questo cartone, cioe i rag-
gi di un oggetto oscuro in rispetto de’rag-
gi del sole non producono eglino quella
varietà di colori, ch’esigono le varie rela-
zioni del chiaro all’oscuro, e i velauienti
della natura pittrice r secondo ch’egli la
chiarna (1)? Cosi fatta istanza io ardisco fa-
re, quando ben egii dovesse spacciarla , co-
me è gran pericolo, per pueriie. Ma que-
sto vo ben dirvi, che, s’egli me la scio-
glierà, erit rnihi magnus Apollô.

Che se io ho omtnesso tutto quel luogo
ne’dialoghi puramente per migliorar la for-
ma di quelli, non ho già io voluto ommet-
tere a questa volta quella lettera, che io
aveva dettato dianzi intorno a’canoni del
sistema Rizzettiano ; e ciò per non defrau-
dare il vero della ragion sua, e insieme il
gran Neutono . II che tanto più ho fatto
di buona voglia, quanto meno il sig. con-
te Rizzetti nel suo Antineutonianismo non
iscioglie per verun conto le obbiezioni da

me

(1) Lib. 2. cap. 196. de luminis asfectio-
nihus .
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