Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 168
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0176
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd11/0176
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
l68 L E T T E ft s

ancor voi? Dalle espressioni, che fate, rL
cavo con. mio dispiacere che non verrete 9
e perciò mi bisogna quietare intorno a que»
sto, e lasciar d’ indurvi a far ciò, che voì
dovete conoscere non convenirvi. Fabri non
mi ha ancora mostrato i due sonetti vostri,
ma se vorrà che a lui mostri questo, che
ora mi avete mandato, gli conyerrà farlo.
Io credo che que’ due vaglian moltissimo
perchè sono vostri, ma se fossero cento,
non possono valer più diquesto, ch’io ho,
che infìnitainente vale . Quando sì fatte co-
se partorite fate ch’io le vegga; ch’io vi
prornetto che in mercè n’avrete que’mo-
stri, ch’io produrrò. Io ci avrò guadagno
certamente grandissimo, rna egli è di ra-
gione che nei traffìci il vantaggio stia a pro
del povero, e il ricco non se n’ba a do-
lere. II divino Manfredi ha scritto da Pio-
ma, e secondo queilo che scrive vi giunse
mercoledx, e dice di aver patito nel viag-
gio , e di patire ancora male d’urina, ma
di star però meglio alquanto. Dio immor-
tale ! Non è quell’uomo più in istato di sar
viaggi, e male venga a coloro , che a ciò Fin-
ducono. Io intendo però di escludere da
loading ...