Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 174
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0182
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i;4 Lettehje

sa che v’ è, si sa a cui fu ruandata> utti
coloro, che l’hanno, non la mostrano che
di soppiatto a pochi, e a niun la darebbo-
110. Se mi verrà alle raani, voi l’avrete.
Guardate un po’quanto può la dottrina ; el-
la produce in Adria quella maraviglia nuo*
va, che voi mi dite. Saiutatela a raio no-
me cotesta decima musa, al'a quale voglio
poi, con vostra buona pace, scrivere o in
verso o in prosa. La sua canzone e il suo
sonetto per la raccolta di vostra sorella mi
piacciono molto. Egli è un cotnporre gra*
ve insieine e leggiadro, cui gli ornamenti
poetici non mancano, nè soyerchiamente
v’abbondano. Le altre cose della raccolta
pur mi pajono buone. Non so già per qual
cagione mio fratello nel suo sonetto mutas-
se quel verso : O de’Zefiri amica e dei di■
porti, che in questo modo più mi piacea ;
ma per saperlo forse sarà meglio chiederlo
a lui. So ancor io che vi spiace la inalat-
tia di madama ; e potete pensare che an-
che a me spiace moltissimo. I miei tutti
vi salutano cordialissiraamente , e così i
Manfredi, che stanno ora alle acque, ma
ia raezzo ancora alle acque sono caldi d

amor«
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