Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 183
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0191
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Inedite.

185

IX.

Bologna 23. settembre l’j'Sz.

A^LLAperfìne si è terminato il grande af-
fare del poema di Bertoldo Bertoldino e
Cacasenno, che sarà diviso in venti canti,
siccome venti sono i ratni dello Spagnuolo,
che hanno a ornarli in queUa guisa, che
quelli del Castelli i canti del Tasso . Ora
mo si vorrebbe che voi uno di questi can-
ti faceste, e un altro ne facesse la Bergal-
li. AlBuno e ali’altra si manderà il libro
di questi tre personaggi e il canto, cui la
sorte gli avrà fatto avere insieme col suo
rame. Le ottave non debbono giugnere a
quaranta, e trenta ancora basterebbono, e
circa lo stile fosse egli pure quello del Ber-
ni ; che tal sarebbe il bisogno . Gli altri poe-
ti sono tutti buoni o tenuti per buoni, on-
de non si trarrà disonore dalla lor compa-
gnia. Lo stampatore Lelio dalla Yolpe è
galantuomo, e vuol dare aìcun segno del
suo grato animo , ma alla cappucinesca , po-

M 4 ve-
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