Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 191
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0199
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Inedite. 191

non siate atto a quello stile, e che vi sgo-
menti il fare ottave, oh questo sì che non
mai mi venne in mente , nè mai mi ci ver-
rà. Ghi fa sonetti e canzoni così egregia-
mente, come voifate, può ancora fare ot-
tave bellissime, e chi è inteso di tutte le
grazie e urbanità dell’italiana lingua, come
voi siete, può ottimamente comporre nel-
lo stile piacevole, essendo provveduto del
migliore che v'abbisogni. La cosa dunque
si riduce al non aver voglia di fare un si fatto
componimento, e questo a me basta per
non costringervi di vantaggio ; perchè il pia-
cer vostro più che l’onor di Bertoldo deesi
da me molto estimare. Sentirò quello , che
s’abbia detto la divina Bergalli, ma voi trop-
po il rnale esemplo ci avete dato, onde an-
che da lei nulla spero. Io desidero di sen-
tire che siate ritornato alla primiera sani-
tà, e quando ciò avrete fatto vi prego a
procurare di conservarvela, nulla di quelle
cosefacendo, che possono in qualche mo-
do ritrarvene, e ciò per ben vostro e per
consenso di tutti coloro, che vi amano , che
moltissimi sono. Io scrivo dagli Angeli, an-
zi dalle acque, e in questo punto giunge

Eu-
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