Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 196
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0204
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igG L È T T É R È

sua sorella ; e in quésta sua pazzia null’al-
tro dice, se non se : N’è cagione mia so»
rella, mia sorella n’è cagione, e grida tut-
to spaventato. Poveretto ! Quanto me n©
dispiacel Voi potete immaginarvi come stan»
no queste donne Manfredi, le quali essen-
do solite ad annegarsi in un bicchier d’a-
cqua, pensate che fanno in un golfo sì fat-
to. Io non ho nè il matto , nè le paurose
ancora veduto. Questa sera queste vedrò^
se nou quegli, e anche a me converrà far
molte ciance . Voi , che siete un santari-
no, pregate un poco il Signore per questa
faccenda ; dico un poco \ perchè un vostro
poco è bastante a far qualunque gran be~
ne. Vi prego a tenermi a voi medesimo
sempre raccomandato, ad arnarmi, a scri-
vermi, e a star sano.

II dottor Giuseppino partì lunedì con 1?
abate Vaselli , e m’ aspetto che ovunque
egli sarà passato nascano prodigiose e sapo-
rite menzogne : voi sapete se il seminato-
re n’è prodigo. In Torino poi oh che ri»
colta ! Dopo il ritorno oh che messe abbon»
dante ! Gosì vi dico ; perchè voi siete in»
formatOi e n’avete riso»
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