Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 216
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0224
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ai6 L e t t e n e

pre con qualche necessità. II Chiabrera n'è
più dovizioso, e gli ha bellissimi. Tra’vi-
venti Frugoni ne fa pomposa inostra, e tan-
to che questo è il suo migliore, non così
certainente messere Alessandro Fabbri e V
oscuro Ghedini. L’Ariosto negli 'epiteti, co^
jne lo è anche nelle altre parti, èdivinos
ma anch’egli temperato nell’usarli. Gli usa
con qualche arditezza il Casa, non con so-
verchia abbondanza. Questo è quanto io
posso dire per dir ciò, ch’iosento, e sen-
tono coloro, con cui n’hoparlato; ma nè
questi ne io possiamo dir tanto, che mol*
to più non ne sappiate, e però siccome lo
dovete intieramente rimettere nel giudizio
vostro, così nel medesimo tutti lo riraettia-
mo . Le sorelle Manfredi e il lor buon
fratello Eraclito m’han dato espresso ordi»
ne di riverirvi molto e poi molto per essi,
e tutti nutrono un vivo desiderio di rive-
dervi e inchinarvi. De’Gabrielli non par-
lo ; perch’io so che Gabriello vi ha scrit-
to. Egli è quaìe egli era : giuoca continua-
mente a tarocchi perde e cospetta. La Ni-
na no che non è più qual’era; perchè ora
è donna, ed era pulcella. Di nuovo mill©

grazi©
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