Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 229
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0237
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd11/0237
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
ì' W E D I T E V 22.Q

%i in yoi, consolarmi, e Tusata virtù ado*
perando accomodarmici, e riflettere che
queste non sono cose rare, anzi a’ nostri
tempi usitatissime. Se fosse donna disono-
rata, la yirtù vorrebbe che si facesse lo
stesso, ma tale non può essere certamen-
te, onde poi estimo che non ci sia biso-
gno di tutta la fortezza dell’aniino vostro.
Accomodate pure le vostre convenienze,
che vi sta bene, ma dall’àmor del fratello
non vi disgiugnete. Io non sono atto a con-
sigliarvi, tuttavia io penso che niun uomo
di garbo vi possa dar miglior consiglio . Go-
derò per tanto quando sentirò la vostra quie-
te e di tutta la vostracasa, a cui niun al*
tro ben gioverebbe senza questo. Ma pas-
siamo ad altro. Ne parleremo abocca, se
a Dio piacerà. I quadri del Mastelletta ho
piacere che li vediate, e vi piaceranno.
Yi piacerà anche molto quello del France-
schini, ma più che a voi piacerà certamen-
te alla Maestà del re che sapete, e forse
più gli piacerà che se fosse di Lodovico e
d’altri uomini così fatti. Io ho parlato poi
seriamente col padrone di esso, e me lo
ha, confinato in 200. scudi romani, e in

P 3 que-
loading ...