Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 247
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0255
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InEDITE» tZÌgJ

la epistola vi alzate in alto, ma non sover»
chiate i confini. Perchè vediate però che
io vi parlo francamente e di cuore, vo’no-
tare alcuni piccioli nei, che mi cipajono.
In più d’un luogo voi dite ormai, e si dee
dire omai o pure oramai. Nuovo Timoteo
in sen d’Augusto inspira, direi piuttosto in-
fonde o altraparola, per non far rima col
vicin verso - Commove e calma a un tocco
sol di lira . Tali , se al stanco animo tuo
covante. Si dovrebbe dire allo stanco a ca-
gione dell’S, e del T, ma il verso nol per-
mette, e però io credo, che si potesse
dire allasso. II dir poi chel’animo di quel
gran re cova il destino d’Europa è cosa al-
quanto ardita, e quel covare esprime azio-
ne non molto nobile e grande , tuttavia ell’è
magniHcata da quel destino d’Europa . Io
questo v’accenno, non perchè io lo estimi
inalo, ma perchè voi ci pensiate. Avere
ancora e biblioteca e tempio : temo che il
verso stesse meglio così-Avere ancor biblio-
teca e tempio. Gosì in unde’versi che se-
guono , meglio starebbe, E di JSatura e Ti-
zian rivale ; perchè Tizian è di tre sillabe,
© non di due. Ben veggio Tiziano in for-

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