Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 260
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0268
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd11/0268
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
a6o L E T T E R É

più cìi quello, che voi possiate scriverme»
ne, essendo egli e voi in vilìa. Non so
clonde avvenga ch’eglinon mi ha più scrit-
to da che io risposi a quella sua lettera,
dove ei pretendea di ridurre la quistion dei
colori ad una quistione di metodo . Nè an-
che al signor Manfredi aveva egli risposto
quando io partii di Bologna ( che saranno
oggimai dodici giorni ) e venni a Crespe-
lano, dove ancora mi trovo. Non mi ma-
raviglio della stima, che voi dite farsi co-
stì deli’esperienze di questo hlosofo ; io te-
mo ch’eglise le goda tutte da sè solo . Non
è parte alcuna nel vostro spirito, a cui io
non sia molto tenuto ; giacchè anche 1 a me-
moria, ch’è tanto vasta e capace, volete
offerirmi; e già l’avete impiegata con tan-
ta diiigenza in servigio mio ; del che sen-
za fine e fuor di misura vi ringrazio . Mi
maraviglierei bene se ii Newton dicesse es->
pressamente che la luce passi per li pori
dei corpi. Io mi ho creduto che egli non
si esprima assai chiaramente sopra ciò; an-
zi argomentando da’suoi principj, e da quel-
lo, ch’egii insegna della rihessione, sonmi
awisato ch’egli non debba ammettere ch©

U
loading ...