Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 281
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0289
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Itntedite. sSì

splendore e la chiarezza di questa bella e
divina arte . II suo tenitoro per altro fertile
ed amenissimo sa egli fede altresì del va-
lore di questo divino uomo, come quello
che delle opere sue è tutto sparso ed arrie-
chito. Ma più d’ogni altra cosa ne fa fe-
de 1 a casa sua fabbricatasi in Yicenza da
lui medesimo, la quale non la cede in va-
ghezza per conto niuno, e in leggiadria al
sepolcro del Sansovino fattosi pure da lui
stesso in san Geminiano , che noi vedein-
mo, se ben tiricorda, allorchè insieme an-
davam cercando e venerando i monumen-
ti del secol d’oro. Fin qui ho detto del
mio viaggio, del quale io ti direi che nul-
la altro mi rimane a dirti, se e’ non mi ri-
manesse, che a Verona io ho dovuto fare
un sonetto per la prima volta che la signo-
ra contessa Zenobia, o vogliarn dire Zano-
bria, andò a un suo deliziosissimo casino po-
sto sopra un amenissimo colle (1); sopra il
qual sonetto io desidero che tu, come suo-
li fare, voglia dirmi il giudizio tuo, e dir-
mi principalrnente se quella esornazione del

colle

(i) Riportata alla pag. i53. del T. I,
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