Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 304
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0312
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3o4 X» E T T E n É

amicizia nostra il comportasse. Io gliela ho
resa questa mattina, ed egìì l’ ha ricevuta
coine cosa che li venisse da te, che vale
a dire da un uomo amicissimo, e che eglì
stima tanto quanto sai pur tu che egli ti
stima. lo l’horitrovato in quello stato che
meno volea, che vale a dire, malato, ben-
chè d'una seraplice terzana, verso cui in-
fìne la quinquina è un soccorso ed ajuto
espeditissimo . Noi abbiamo ragionato lun-
gamente di voi e della dottrina ed amabb
lit4 vostra, così che piìi non avreste potu-
to desiderare1, se per avventura uditi ci
aveste, da uomini di voi amantissimi. Lo
stesso io ho fatto col Morgagni e col Po-
leni j i quali ho ritrovato in Padova e si
stanno bene. Ma qual desiderio di te non
è nel Morgagni ? così che eglì in ciò cre-
do che abbia pochi pari, e soìo me supe-
riore. Ma per dirti infine ciò che io fo
in Padova, sappi che io mi sto in una ca-
sa contigua a l’abate Lazzarini con cui mi
Vado spessissimo intertenendo . E tu puoi
credere che rnolte cose convienmi sofsri-
re , e moìte volte si conviene che io mi
stornacfii e mi nausei, come facemmo già

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