Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 305
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0313
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Iistedite; 3o5

insierae a Yenezia . Ciò che vi è di rai-
gliore qui è , che o sia perchè ora è il
terapo delle vacanze , o per altro , egli non.
ha seco quella turba di scolari, o per dir
meglio, di adulatori, che voi sapete che
farebbono venire lo sfmimento di cuore a
chiunque più costante , e più sofferente in
così fatte cose . A lui ho letto io la mia
canzone per la Carrara. Alcune cose gli
son dispiaciute ; l’ ultimo verso , perchè ,
dic’ egli , non si sa bene a cui riferire
quell’ai monti alti o al fuggitivo o ali’ inse-
giù. II messinese mar gli è ancora dispia-
ciuto, perchè dice ch’egli è troppo cosa
particolare da contrapporre a una così ge-
nerica come si è ì’Alpe; e in fine gìi son
dispiaciute le mogli del fetente condottier,
e non gli basta l’esempio di Orazio , nel
quale dice che olentis è qualche cosa di
più gentiìe che fetente. Ma se lo sia pu-
re ; vi è egli bisogno di usare tanta deli-
catezza nello scegliere delle parole gentili
parlando di un becco? La strofe poi dalL’
equivoco a lui non ha dato verun fasti-
dio, benchè pregato da rae a mettervi par-
ticolare attenzione . La vostra correzione
To: XI, Y mi
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