Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 321
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0329
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ÌNEDITE» 5zi

Orito in clue versi ne’quali cade, e si ve*
dreino di non storpiare in modo niuno
quel vostro sacro e venerando nome d’Ar»
cadia. Ora eccovi Tendecasillabo :

Così del lepido dotto poeta,

Che tu di 'vivido e nuovo aspergì
Lume apollineo, la grata sempre ec.

Yoi vedrete , e mi direte se lo possa da-
re liberamente al Volpi; che infintanto che
non ho da voi risposta e consiglio , non
intendo di darglielo. Yoi scrivetemi a Ye-
nezia come siete solito , che di là io ho
le lettere in qualunque luogo io mi sia *
Così potessi io aver voi da cotesta maligna
per me e crudele città, che mi v’ invidia
così com’ella fa ! La qual malignità di lei
spero che non mi abbia a nuocere per più
lungo ternpo . Intanto io crederò che non
mi nuoca che in parte, se avrò spesso let-
tere da voi, che non potranno certamen-
te mai andar disgiunte dai testimonj delb
amor vostro, i quali vi piace e v’ò piaciu-
to sempre darmi abbondantissimi. Amate-
mi, amico mio dolcissimo, comefate, cho
To: XI. X

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