Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 324
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0332
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5^4 L e t t e ìì e

ben rivedute cento volte . Ma che non poss'io
mandarvi il disegno d’ una chiesetta delle
Grazfie, d’una s. MariaNuova, d’un palaz-
zoValmarana, d’unTiene, d’ un Trissino ,
della medesima casa sua, e di mille altre
diyine opere di questo valent’uomo ? Ghe
sveltezza , che eleganza , che simmetria ,
che varietà, che proporzione , e ciò che
più di queste cose stimo, che facilità, ol-
tre la fermezza e la solidità, non vi scor-
gereste voi ! Io vi scerno quella medesima
facilità, che Orazio vuole che si trovi ne’
lavori di poesia .

.ut sibi quìvis

Speret idem, sudet multum, frustràque laboret
Ausus idem .

lo spero pure, e sì lo sperarlo mi piace e
gioya senza fìne, che potremo pure quan-
do che sia vederle e godercele tutte quan-
le mai sono insieme ,* e gustereino di quel
piacere, deJ quaie solevamo in cosx fatte
cose e in altre ancora gustar soli e soven-
te. Io lio conosciuto in questa città, per
Bnire di diryi di me, xxn certo dottore dei

Sànto
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