Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 326
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0334
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3a6 L E T T £ R. £

telli quandó vivea, perchè voi ne potresté
aver alcuna notizia, ha tradotto il po.ema
del Fracastoro, voglio dir la Sifdide, in
versi sciolti. Questa mattina ne ho senti-
to unlihro; e per quel giudizio che si può
fare sentendo recitare una simil cosa, e
sentendola recitar male e stentatamente per
la cattiva scrittura in cui era scritta, mi
parve traduzione assai felice . Ora voi ve-
dete quella idea di cui , se vi sovviene ,
noi parlammo già insieine, eseguita e po-
sta ad efsetto . Ma che fai tu in questo
tempo , mi direte voi ? Semper tu auditor
tantum? No certamente ; che io ho fatto
alcuni endecasilìabi , I quali vi manderò
quantoprima ripuliti per quanto io spero .
Fra questi vi sarà anco quello per mette-
re iu fronte alle vostre rime , delle quali
vorrei pur sapere che sia addivenuio ; che
voi non nie ne scrivete piìi. Deh fate di
non scordarvene , e di potermi scrivere
quanto prima : Ora eccole queste rime ,
che io te le mando :

JSse mea dicta vagis nequiccjuain credita •ventis
T'Jfluxisse meo forte putes animo .

Io
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