Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 348
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0356
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548 L E T T E R E

sentirete tla lui stesso. II sonetto glielo rh
copiai cosi inutato, come mutato vi scris-
si di avqrlo letto a Fabri ; l’ endecasillabo
poi cosx come voi stesso mutato lo avete
nell’ultima vostra lettera, la qual mutazio-
ne mi piace grandemente . Nel primo dei
due sonetti del Trissino , quando il rico-
piai , hcesi aliquantulum nell’ultima parola
dell’ottavo verso, dubbioso se ella dir do-
vesse asferra o atterra. lo però scrissi af-
ferra per conformarmi più alla scrittura
vostra , la qual pone cos'x chiaro e cosl
espresso asferra , che io non temerei di
essere ripx-eso da alcuno de’nostri critici ,
se non se forse dell’essermi io fìdato trop-
po nella scrittura di un giovanetto impe-
tuoso , come è talvolta Algarottin mio .
Questo dico, perchè quella voce afferra è
una di quelle che hanno bisogno di esser
del Trissino , perchè questi nostri poeti non
le condannino ; non che la voce non sia
per parer loro e bella e buona, raa temo
che il dire mi asferra la casa non fosse
per dar loi'o non poco fastidio , se il di-
cesse un di noi ; e parmi pure di temer
Jo stesso e di quel dire io vado fuor da
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