Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 351
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0359
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Inedite. 3Sl

le noa so quali parole di Aristotele , le
quali non so che ira s’abbiano con que’va-
lentuomini. Io non so quelle parole di Ari-
stotele , ma io temo che si prenda talvol-
ta in un senso treppo rigoroso ciò, che que-
gli antichi maestri harmo detto in un sen-
so più largo , ed anche molte volte non
s’abbia a tenere opinione diversa dalla lo-
ro ; che poi non furono essi evangelisti ; e
se il fussero, me ne rimetto ai fìlosofl che
hanno la fìlosofia tanto illustrata, parten-
dosi dagl’ instituti degli antichi . I versi
di Orazio che voi mi adducete , vagliono
più assai presso me , che l’autorità del filo-
sofo, della cui opinione non posso vedere
alcuna ragion vera, la quale se pur vi fos-
se , doverebbe poter raccogliersi dal fine
che l’epico e il lirico si propongono , es-
sendo il Bne quello che stabilisce le re-
gole di ciascun’arte. Ma passando ad altro
(che ora non vogliam fare una dissertazio-
ne ) dicovi che io aspetto con impazienza
il vostro endecasillabo, col quale mi ono-
rate tanto che io direi di esserne confuso,
se quanto ciò ò vero , altrettanto credessi
che voi foste disposto a crederlo. Credete

però
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