Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 377
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0385
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Inedite. 1Òrj-J

posito della vostra elegia , aggiungerovvi
qui le mutazioni e le note , che per entro
vi son venuto facendo, delle quali vi pre<
go , Algarottino mio caro , a compatirmi,
se ve le scrivo forse male e certamento
tardi ; giacchè la tardanza non da altro è
provenuta, che dal desiderio di servirvi o
meglio, o men male ; che ben sapete quan-
to io rni fossi lontano da questi studj, a’
quali non mi sarei nè pure per alcun po-
co restituito se non che per voi solo . A-
dunque nel distico 1. ho mutato il musce
in Pallas , temendo non forse quel musce
possa obbligare qaeWedidicit al numero del
più . So che Cicerone ha detto : vos, vos,
inquam, ipsi, et senatus frequens restit.it,
nel che pare anch.e maggior licenza che
nel vostro edidicit; pure se questo esempio
fosse solo, il seguirìo mi parrebbe una li-
cenza troppo maggiore di quella, che vuol
concedersi a un primo distico . Nel disti-
co 5. ho mutato il dubice blanditias in blan-
dce delicias ; che sebbene parmi che quel
dubi'ce ve lo suggerissi io , egli però non
così ora mi piace , come mi piacque allora ;
e pure mi piacerebhe anche al presente,

se
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