Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 380
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0388
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38o L E T T E R £

bo, che per ciò norr ho dubitato di levar
yia quel vostro pentametro per altro dolcis-
simo e mettere in luogo suo quello che
leggerete . II distico poi : Quce docto certent
immortalique ec. e’mi è conyenuto mutar-
lo , mutando il pentametro che gli è in-
nanzi ; e quando anche a ciò non mi aves-
se stretto la necessità, sì V avrei mutato
io, e perchè alla chiarezza m’è paruto ne-
cessario che io in questo luogo sia nomi-
nato , e perchè alla stessa chiarezza m’ è
pur paruto che faccia d’ uopo mettere in
tempo passato ciò , che voi col presente re-
stituis esprimete ; alle quali cose tutte non
parendomi di poter provvedere con un di-
stico solo, ho supplito ( vedete dove arrivi
un uomo che perduto abbia una volta il
rossore ) ho supplito , dico, con sei, il pri-
mo de’quali si è il 18. , il quale mi ha
fatto pagar la pena del mio peccato, non
essendosi mai ridotto a dir quello ch’io vo-
leva ch’egli dicesse, se non dopo che m’à
venuto in animo di dire cestatibus in vece
di annis . Le lodi che io mi ho date in
questi sei distichi, massijne ne’tre ultimi,
so che sono soyerchiamente maggiori del

me-
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