Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 381
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0389
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Inedite. 58i

merito mio, ma niente maggiori dell’afset-
to yostro , il quale però non dovrà impe-
dire al giudizio vostro di moderarle , od an-
che levarle via del tutto, e fare in som-
ma di tutti e sei questi distichi quello che
fa il padrone de’servi suoi , che gli ritie-
ne e licenzia come a lui pare . Nel disti-
co a4* voi diceste nunc promere ; io ho
scritto modo promere, perchè quel modo ri-
guarda un tempo poc’anzi passato, ciò che
non fa ii nunc, il qual nunc perciò nè col
promere si confà ( che questo promere vuol
pure riferirsi al passato ) nè col dederunt
che vi si riferisce necessariamente. La ne-
cessità che m’èparuta esser qui che io sia
nominato , massime essendosi parlato nel
distico antecedente e di me e di Yolpi,
ha fatto che io muti l’illi flavicomce in
Francisco auricomce ; che quell’ illi non si
intenderebbe se noti il Volpi, o me. Nei
distico a6. ho mutato il pentametro , il qual
dicea : Lincpiens arctoos uscpie Boristenidas ;
sì perchè il sentimento di lui non m’è pa-
ruto nè utile a esprimer ciò che si vuole,
nè molto vago ; sì ancora, e xnolto piu,
perchè il dire : lincpùt uscjue non l’ho per

molto
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