Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 392
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0400
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èg'2 L e T T E R. E

si fa a Napoli, il quale io ti raando, pet-»
chè tu vegga quello che io fo ; e la sareb-
be ben bella che l’amicizia e confìdenza
che io ho teco, non mi dovesse valer tan-
to da potere a un’ occasione mandarti un
sonetto cattivo . Fin qui de’sonetti miei »
Yengo ora a que’due che sono tuoi, e co-
minciando da quello che tu hai indirizza-
to a Ine, e di cui senza fine ed oltre ogni
misura ti ringrazio, dicoti che esso mi è
paruto oltre modo bello, e pieno di quel-
3a gravità naturalezza ed eleganza, che a
sonetto di cotal genere si conviene. I ter-
zetti poi , come io giudico ( nè credo di
ingannarmi giudicando così) sono degni del
Beinbos che non credo io già che il Bembo
gli avesse potuto far migìiorij e gli avreb-
be potuto senza dubbio far men buoni .
Non è però che in que’ due versi ultimi
del secondo quaderno io non abbia deside-
rato un poco più di felicità. QyLeìYOnesra-
te e UCilore, e a ogni alta e chiara mi par
nn verso che faccia un po’di fatica; e in
quel che siegue, che è l’ottavo, Opera al-
trnì col chiaro esempio invùa , avrei volu-
to che quell’ opera cedesse il luogo a ìm-

presa ?
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