Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 393
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0401
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I N E D I T E * SqS

presa , che mi par parola più bella e più
poetica, e più degna di sì bello e sì leg-
giadro sonetto . Io ho tentato di niutare
questi due versi, e rendergli, se io potea,
tali , da non dover più desiderar quello
che io desiderava in loro . Tu vedrai la
mutazione che io vi ho fatto, nella copia
di tutto il sonetto che ti trasmetto, e se
ella stia bene o no vedrai tu. Quando il 7.
■yerso non ti piacesse , niente è più facile
che mutarlo, facendo per esempio : Farsi
di belle imprese adorna e chiara , giacchè
nel sesto verso io ho mutato tutto il mondo
in Italia, senza che tu abbi a mutar quel-
la voce chiara, e rubare a me alcuna di
quelle voci che io ho adoprato nella mia
risposta . L’ altro sonetto tuo sopra il ma~
trimonio della Pisani mi par che contenga
belle cose, ma così avvolte in cose spiace-
voli che io non gli farei buon augurio » II
4- verso : Qual fiera a questi lidi suribon-
da, contiene sentimento ordinario ed or*
dinariamente detto, e in hne di un qua-
derno non mi piace ; e nè meno mi piace
quel fare esca de’pesci le navi e le anten-
nej nè sosfrirò cosi facilraente quelhaggiun-

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