Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 398
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398 L E T T E R E

tu dì che i due terzetti del raio son degnz
del Bembo, e tu il dici per cortesia tua;
ed io dicoti che tutto il sonetto tuo è de-
gno del Petrarca o di qualunque altro, se
v'ha, che non v’ha certamente oltre quel
divino poeta; e sì dicolo, avendo riguardo
alla pura e mera verità , nulla badando a
quella prevenzione che si sta per altro in
me più che mai ferraa e fissa, che tu non
possa fare men che elegantissima cosa e
da ogni sua parte compitissima. Quel ver-
so poi che chiude il primo terzetto : Al
sjuale io 'Vorreì jjur , ne posso , ir presso ,
mìcat 'velub inter ignes luna minores, ed è
così bello quanto alcun altro bellissimo io
m’abbia sentito giammai. Questa medesima
così gran bellezza del sonetto tuo fa , che
una cosa in lui mi dia un po’di fastidio ,
che se egli non fosse così belìo come egli
è, non mel darebbe, e si è il dire de col-
li ove Ippocrene inonda ; che pare che fos-
se detto più propriamente de piani. Ve-
di quanto sia bello e mi piaccia tutto ii
resto del sonetto tuo . Dal quale poichè
non va disgiunto il mio, dicoti ora che tu
nel 2, verso di quello hai fatto ciò che

non
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