Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 399
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0407
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non lio giammai potuto far io per quanto
vi abbia pensato. Ma che non fai tu di
quelle cose che non posso far io ? Egli si
è quella repetizione di quel : Fummi un
cempo sì dolce, or m 'e sì amara; il quale
ornamento io procurai che quel verso lo aves-
se, nè mai potei far sì che loavesse, ben-
chè quella mutazione sia così leggiera, che
parmi ora che dovesse essermi senza mol-
ta opera venuta nella mente . Ma queste
sono di quelle piccole cose che fanno :

ut sibi quivis

Speret idem, sudet multum, frustraque laboret
Ausus idem .

Delle due mutazioni che fatto hai al pri-
mo quaderno, io scelgo più volentieri quel-
la che mi scrivi nella lettera tua ; che par-
mi che quel terzo verso : Farsi di belle im-
prese adorna e chiara sia più grave, più
sostenuto e più bello che non è quello :
Ornarsi di virtà lucente e chiara, nel qua-
le parmi che que’ due aggettivi in ultima
che hanno già innanzi il loro sostantivo,
non facciano troppo buon efsetto. Yengo

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