Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 11): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-11]

Seite: 403
DOI Seite: 10.11588/diglit.28089#0411
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Inedite» 4o5

di che parmi che quella scappata che si fa
nell’ultimo terzetto , se si può dire scap-
pata, dia ai sonetto qualche grazia , e ab-
bia del lirico . Ora vedi per Dio, e dim-
mi se non ti dispiacessero ora i due ter-
zetti messi così ;

Ma ben vedremo ancora un giorno tutto
li Egeo mescer di sangue nn figlio vostro »
Si che Lepanto pià non si rammente .

S’ avrà poi vinta ec.

lo ti prego dirmi con quella libertà il giu-
dizio tuo , con cui io t’ho detto il inio ,
che Dio non voglia sia stata soverchia. II
Yolpi ha avuto il sonetto tuo, ma non I*
ho ancora potuto vedere . De’sonetti per
ìa monaca ti ringrazio quanto so e posso
iì più , e ringrazio altresì tuo fratello e
Ghedini, a cui sarai contento di far sape-
re che io gliene ho obbìigo infìnito, e a
lui mi proferirai, se mai ad alcuna òosa
valessi. Quello del Tagliazucchi, come di-
ci tu, non fa al proposito in modo niuno»
L’abate Conti il padre Crivelli il sig. An*
tonio Yallisnieri il Morgagni il Poleni ti sa^
C c 2i lutano
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