Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 70
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0078
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rjO L.ETTERE

Vedete Ia sintassi coine non è frequent©
tra’Toscani, così non sia troppo lontana da
quella : et quantum est hominurn venustìo-
rum, a cui più si avvicinerebbe chi dices-
se : di quanto d’uomini piit •venusti ; ch©
per avventura no'n fate voi dicendo : di quan-
to di più 'venusto tj’abbia infra gìi uomini;
Ia qual maniera non lascierà forse così su-
bito intendere , massime a coloro , che non
hanno Catullo per le mani, che quello ,
che v’ha di venusto fra gli uomini, sieno
gli uomini stessi. Non dico già questo, per-
chè io creda che assolutamente vi allonta-
niate troppo dalla frase latina, ma perchè
non vorrei che allontanandovene ancor po-
co, cloveste essere in questo luogo o pare-
re oscuro a quelli , che men sanno . Ve-
dete però se que’ due versi più vi piaces-
ser così :

I quai gia volano per man di quanto
Al mondo d'uornini v ha pià leggiadri.

od anche se il secondo verso vi piacesse
dicendo :

Al jnondo d'uomini ha piu leggiadri,

od
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