Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 106
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0114
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106 L E T T

cose del mondo. E in qual altro luogo mas
si può yedere copia maggiore distatue_, di
quadri, e di cose i.n ogni maniera rare e
pregiate? Noi l’abbiaru inirata oXols pìv xtd
àvocormTctyJyois roìs ò<pùx\stoì$ ró kx\\os yxpéov cTe-
yòpiivoi’, siccome dice Senosonte Efesio, che
faceva Abrocome delle bellezze d’Anzia.
Tra le altre cose abbiani visto il san Gio:
Battista di Raffaello, ii quale per bello che
ci sia paruto, come lo è certamente, non.
ci è però paruto così bello, che cotesto di
Bologna abbia da cedergli in conto niuno.
Quanto poi al colorito e al gusto del tin~
gere , cotesto di Bologna è così superiore
a questo, come il Sansone di Guido è su-
periore al Pallione, o per dir meglio, co-
me i quadri di Tiziano son superiori a’chia-
roscuri o monocromati de’Caracci; e que-
sto direte al signor d. Arcangelo da parte
mia , il quale ne aspetterà , se gli piace ,
la dichiarazione da suo fratello, che è re-
stato così sorpreso a veder Tizia.no in Fi-
renze, come lo sono stato io con lui a ve-
dere Andrea dal Sarto , e un certo frate
dalla Porta , il quale ha dipinto talora in
modo e con tal maestà e magnifìcenza da

spa-
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