Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 107
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0115
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In'EDITE» 107

spaventare l’istesso Raffaello. Ma se io vo-
lessi dirvi tutto ciò che ho visto di bello
in questo paese, cui pare che il cieìo ab-
bia distinso sopra oqni altro , io non la fi-
nirei iriai ; cosicchè io credo che sarà più
facil cosa il dirvi ciò che io vi ho udito
di bello; il che Hn ora si riduce a un’ac-
cadernia che si tenne giovedì sera, in cui
avendo recitato un certo Lami una lezione
sopra i’esistenza di Dio, più piena di cita-
zioni e di versi greci, che un sonetlo del
cavalìer Alessandri non è pieno cli errori
di sillaba , L’abate Peruzzi sorse in piè , e
recitò un distico fatto ex tempore che di-
ceva così :

Insipiens in corcle suo, noii est Deus, inquit v-
Audiat hic Lamium : non erit insipiens ;

del qual parmi che per esser fatto ex tem-
pore e da un Fiorentino, se ne debba far
conto . Ma per ve-nire una volta a me dopo
tante aberrazioni, che tanto non credo che
aberrin le stelle hsse secondo il Bradley ,
vi dico che riceverò molto volentieri ie
mutazioni sopra le mie poesie ; alle quali

mu-
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