Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 123
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0131
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Inedite. 123

inentare dalla Ieggerezza dei dubbj , che
in leggendola rai son passati per l'animo,
e che io verrò proponendovi ; giacchè co-
sì volete. De’quali uno si è, che io temo
la vostra satira non paja ad alcuno alquan-
to più oscura che a satira convenga, raet~
tendosi a riprendere così in confuso due
vizj corae se uno fossero ; e questi sono
l’incostanza degli uomini, la qual consiste
in un abito di cangiar volontà senza ragio-
ne bastevole, e la poca coerenza e conve-
nienza che tengono ne’ loro ragionamentx
co’principj loro, il qual vizio , se ben for-
se in latino potrebbe dirsi inconstantia, sic-
coine quelli che in tal guisa ragionano, si
dice che sibi non constant; non è però da
creder per ciò che I’uno e l’altro di que-
sti vizj sieno quello stesso . L’incostanza par-
mi che si indichi assai bene da que’versis

Che il mattino vorrian farsi soldati,

E monaci vorrian farsi la sera .

Non così poi apparisce l’incostanza in co»
lui che tenea discorso dei raariti , il qual
forse avea l’animo rivolto a prender mo~
glie in quel medesimo terapo che si ride*

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