Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 125
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0133
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e i viziosi , lodare i virtuosi uomini e la
virtù. Se oltre a questo io vi dirò ancora
che io temo, usar voi uu poco spesso quel
modo di passare che consiste nel dire : io
perdono volentieri a costoro ( il qual modo
se si variasse in alcun luogo leggiadramen-
te, come sapete far voi, questa stessa va-
rietà mi piacerebbe) avrovvi detto tutto ciò
che in generale del bellissimo vostro com-
ponimento avea da dirvi. Yenendo poi par-
ticolarmente a certi luoghi ( acciocchè veg-
giate che io l’ho letto e riletto con queli’
attenzione, con cui leggo le cose tutte del
mio Algarottino) dirovvi che in quel verso :

Che per li fatti suoi van per la strada,

muterei volentieri quel suoi in lor, e cosi
l’ho io mutato leggendolo ad altrui. QuelF
altro verso poi :

De sphcera et cylindro, e cìò che scrissero,

non so come il misuriate ; il che però niu-
no ha avvertito leggendolo io , come nè
pure quelio , di cui già vi scrissi : Ciance
cKe'fece contro ec. Ma io sono oramai tan-
to lungo, che temo pareryi Fiotentino ,

O nort
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