Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 130
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0138
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l5ó L É T T E R E

fatto avete ; la quale io vo pròcurando di
correggere più che io posso, corae ho fat-
to in quel verso che mi accennaste, dicen-
do in luogo di De sphcera et cylindro, Del-
la gran quadrabura, se pure non si potes-
se ternere, che quella gran quadratura con-
venisse più tosto a quella del circolo , che
della parabola. Voi vedrete e correggerete
quel passo a modo vostro. Vi dirò altresì
ciò che per la modestia sua non osereb-
be di dirvi ella medesiraa, che ella avrà
piacere d’esser letta dinanzi a coloro , a'qua-
li fu letta l’ altra , che in questo mi par
d’intendere che ella non voglia cedere in
modo niuno alla prima . Lascio poi ch’el-
la vi dica in leggendola, che le porte dei
battistero sono forse il più bel getto in bron-
zo che sia al mondo , e che il Perseo è
una bellissima statua di Benvenuto Cellini,
così corne che il Pratelli è uno de’più sto-
lidi uomini, che io abbia conosciuto al rnon-
do , e che il gioeo del Sibillone tanto ce-
lebrato è una delle più sciocche cose che
io abbia udito giarnmai . Quante cose , mai
tra la satira e me non vi abbiamo noi H-
nox'a detto ! Ma quante me ne restano an-

cora
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