Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-12]

Seite: 139
DOI Seite: 10.11588/diglit.28090#0147
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ÌNEDITE.' l3g

la parola passo, e il verbo muovere, voi
il vi vedrete , che certo a quel verso in
componendolo averete dato le sue sillabe
tutte, ma la penna in ricopiandolo gliene
avrà tolto una . Fate dunque che la pen-
na gliela restituisca. Gli altri sette versi ,
che sono sopra il poeta seccatore , essi pu-
re mi pajon belli ; nè saprei qual di loro
riprendermi, se non se forse quello, il
qual dice : egli non è gran cosa , che par-
mi la forma di dire presso a’ Toscani deb-
ba essere un poco equivoca ; il che se pa-
resse anche a voi altri Toscani, che io
non so , perchè non potrebbe dirsi in quel
luogo : E' non è de' migliori? Quei, che
seguono iino a quello : Ma già non voglio ,
mi pajono ancor più belli, e quello saper
se propio propio di Menezia è diyino ; ma
tutti sono costumatissimi. Vedete però che
all’ ultimo di questi la penna ha rubato
una sillaba, la qual tuttavia da per sè stes-
sa si restituisce e viene al suo luogo ; che
in vece di scrivere e’ non fa che seccare,
avete scritto e nun fa seccare. Ne’quattro
versi, che seguono , e che contengono un
bei passaggio , e perciò molto mi piaccio-

no,
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